
Appassionato di piante da interno e di fotografia, in particolar modo piante tropicali. Scrivo un pò di loro, le osservo e ne catturo forme e colori.

La calathea Ornata è una delle mie piante preferite per la variegatura delle foglie che sembrano dipinte a mano, è un vero spettacolo della natura.

CALATHEA ORNATA '' SANDERIANA''
La calathea ornata ha origini tropicali, appartiene alla grande famiglia delle Marantaceae e sembra abbia origini sud americane, provenendo dalla Colombia e dal Venezuela. Il fogliame di forma ellittica con venature nella pagina superiore che sembrano dipinte a mano è sicuramente quello che mi affascina di più. Nonostante la bellezza indiscussa questa pianta necessita di alcuni accorgimenti nella sua coltivazione che la rendono una vera '' drama queen''.
Come prendersi cura della Calathea ornata sanderiana?
LUCE:
Come tutte le Calathee non ama la luce diretta del sole sulle sue foglie, neppure filtrata dalle tende, ne' d'estate ne' d'inverno. L'esposizione troppo diretta alla luce solare potrebbe causare l'arricciamento delle foglie e conseguente appassimento. È bene dunque posizionarla in una zona ombreggiata e riparata ma non buia!
TEMPERATURA:
La temperatura in casa non dovrebbe scendere mai sotto i 12 gradi, la temperatura ideale si aggira intorno ai 20 - 22 gradi.
UMIDITÀ:
Come tutte le piante tropicali ama un ambiente caldo - umido, in appartamento potrebbe soffrire nel caso in cui l'umidità scenda al di sotto del 60%, un valido aiuto che la farebbe sicuramente felice potrebbe essere l'utilizzo di un umidificatore, mentre sono da evitare vaporizzazioni continue delle foglie perchè potrebbero comportare l'insorgenza di muffe.
ACQUA:
La Calathea ornata come tutte le calathee ama avere sempre il terreno umido ma non zuppo, personalmente la bagno sempre a terreno quasi asciutto aiutandomi con un bastoncino per capire l'umidità del terreno. Non bagnatela ogni settimana, non esiste una cadenza prestabilita di bagnatura ma tutto dipende dalle condizioni ambientali della zona dove è collocata la pianta. Se possibile per le annaffiature è bene utilizzare acqua piovana o comunque non molto calcarea, lasciata riposare per almeno 24 ore a temperatura ambiente. Un eccesso di acqua potrebbe portare al marciume radicale soprattutto se il substrato non è abbastanza drenante.
TERRICCIO:
Il terriccio deve essere molto drenante, mix di terriccio universale e vari inerti quali: perlite, argilla espansa, pomice, lapillo ecc.
CONCIMAZIONE:
Si concima in ogni stagione con concime per piante verdi liquido aggiunto all'acqua di bagnatura, settimanalmente in primavera - estate mentre ogni 20 giorni in autunno - inverno.


Curiosità
La Calathea fu chiamata dagli indigeni del Brasile "pianta della preghiera" considerandola una pianta sacra agli dei, quasi le foglie sollevate fossero un segno di devozione. Il fenomeno viene chiamato " NICTINASTIA" ovvero un movimento fogliare periodico dovuto all'alternarsi del giorno e della notte, dunque in dipendenza della luce ma anche del calore e dell'umidità. Le foglie infatti di giorno assumono una posizione aperta mentre di notte tendono a chiudersi come fossero in "preghiera". Questo movimento avviene circa ogni 12 ore poichè nel paese di origine la durata del giorno e della notte si equivalgono.
MA...
se il movimento fogliare non dovesse avvenire potrebbe significare che la pianta non sia in un ambiente abbastanza umido ma troppo asciutto (punte spesso marroni), oppure che ci sia in atto un attacco parassitario.
Come si riproduce una Calathea?
Il metodo di riproduzione più utilizzato è la divisione dei cespi poichè le calathee sono piante rizomatose ed è proprio dal rizoma che partono altri steli.
Stella di Natale
Euphorbia pulcherrima
La stella di Natale è una pianta originaria del Messico (clima caldo), in natura si trova come grande arbusto e può raggiungere i 4 metri di altezza. Appartiene alla famglia delle Euforbiaceae ed è dunque una succulenta. È la regina incontrastata delle festività natalizie per le sue caratteristiche foglie rosse apicali che talvolta vengono confuse per infiorescenza, invece meno significativa, i fiori sono piccoli e gialli. È una pianta ornamentale non sempre facile da coltivare e mantenere tutto l'anno ma è importante tenenere conto di alcuni aspetti fondamentali per farla crescere sana e rigogliosa.
Come prendersi cura di una Stella di Natale?
LUCE:
La stella di Natale è una pianta "fotoperiodica", ovvero sensibile alla luce, le sue fasi di crescita vegetativa e fioritura sono influenzate dalle ore di luce a cui è esposta. Per crescere bene ha bisogno di almeno 8 ore di luce naturale e brillante e di altrettante ore di buio. È importante infatti che durante la fase di buio non sia esposta a nessun tipo di luce artificiale che potrebbe stressarla. Non ama i raggi del sole diretti, durante la primavera è possibile portarla all'esterno ma in una zona ripararata.
TEMPERATURA:
La temperatura ideale si aggira intorno ai 14- 22 gradi, quindi è una pianta che si adatta benissimo agli appartamenti ma attenzione agli sbalzi termici dovuti agli spostamenti tra una zona e l'altra della casa e anche ai caloriferi.
UMIDITÀ:
Essendo una pianta tropicale prospera meglio in un clima caldo e umido dove l'umidità non scenda mai al di sotto del 40 - 50 %.
ACQUA:
L'errore che si fa più comunemente con questa pianta è trattarla come se non fosse una pianta grassa, annegandola. In realtà essendo una succulenta bisogna annaffiarla a terreno asciutto con cadenza che dipenda strettamente dalle condizioni di luce, umidità e temperatura a cui la pianta è sottoposta, ricordiamoci che se una pianta riceve poca luce il consumo di acqua sarà minore e dunque l'acqua non utilizzata andrà a ristagnare con il rischio di marciume radicale, altrettanto importanti sono la temperatura e la ventilazione dell'ambiente.
TERRICCIO:
Il substrato ideale per la sua coltivazione è leggero, con inerti che aiutino ad arieggiare ed evitare il marciume delle radici. Torba e perlite oppure terriccio per piante acidofile.
CONCIMAZIONE:
La pianta va concimata regolarmente nella stagione fredda ogni mese circa, mentre dalla primavera ogni 10-15 giorni con concime liquido per piante verdi o grasse.
RINVASO E POTATURA:
Solitamente il rinvaso viene fatto a Febbraio - Marzo, quando le foglie (brattee) rosse cadono e la fioritura termina, la pianta può essere travasata in un vaso leggermente più grande del precedente ed eventualmente potata con la recisione degli steli fino a 10 cm dalla base (questo non è un passaggio obbligatorio ma la potatura aiuta sicuramente ad avere degli steli più forti e una chioma più folta e ordinata).
Curiosità
Gli indigeni messicani la utilizzavano per la produzione di una tintura rossa o come insetticida, grazie al lattice contenuto in tronco e rami.
In realtà i fiori della stella di Natale sono gialli, non rossi. Il fiore è chiamato "ciazio" ed è composto da petali e sepali disposti a coppa. Sono invece le foglie ad essere le vere "star" che in alcuni periodi dell'anno assumono una colorazione rossa, anche se adesso in commercio esistono anche bianche e variegate.
RIPRODUZIONE:
La riproduzione può essere fatta in primavera e avviene per talea, tagliando in prossimità dei nodi ascellari è possibile ottenere dei singoli rametti che privati delle foglie e posti in acqua tiepida potrebbero radicare. Per velocizzare il procedimento di radicazione spesso viene utilizzata una polvere "ormone radicante", la talea viene posta in questo caso in terra e il vasetto chiuso all'interno di un sacchetto di plastica in modo da mantenere un microclima favorevole alla generazione della nuova piantina.
TOSSICITÀ:
La stella di Natale contiene un lattice velenoso e leggermente irritante per la pelle, tossica per cani e gatti. Il lattice contiene sostanze quali alcaloidi, triterpeni.
Come far tornare le foglie rosse per il prossimo Natale?
Indurre la pianta a produrre le caratteristiche foglie (brattee) rosse non è semplice in appartamento in quanto necessita di condizioni particolari, durante i mesi di Ottobre e Novembre bisogna sistemarla in un luogo buio privo anche di luci artificiali per circa 15 ore al giorno, ad esempio dalle 17:00 del pomeriggio alle 08:00 del mattino seguente in modo da attivare il processo di colorazione delle foglie. Durante il giorno invece bisogna spostarla in una zona luminosa per almeno 10 ore.

Perchè è così importante pulire bene le foglie dalla polvere?
Perchè è così importante pulire bene le foglie dalla polvere?
Com'è fatta una foglia?
La foglia è l'organo della pianta deputato alla cattura dell'energia solare, alla respirazione, infatti l'ossigeno dell'aria entra nella foglia attraverso gli stomi dove trova il glucosio prodotto dalla fotosintesi e lo trasforma in acqua e anidride carbonica, molecole più semplici emesse anch'esse poi nell'ambiente. La traspirazione invece permette alle piante di eliminare vapor d'acqua.
STOMI
La superficie della foglia è chiamata lamina fogliare ed è attraversata da diverse nervature che contengono i vasi che trasportano le sostanze coinvolte nella fotosintesi. Presentano inoltre una pagina superiore e una inferiore, in queste troviamo gli STOMI, piccole aperture che regolano gli scambi gassosi ma non solo, perchè una parte dell'acqua che è assorbita dalle radici percorre il fusto ed esce attraverso questi sotto forma di vapore acqueo. Gli stomi sono circondati da due cellule di guardia che ne regolano l'apertura e la chiusura. Sono aperti durante il giorno per permettere l'ingresso di CO2, si chiudono durante la notte in quanto non essendoci una fonte luminosa non può avvenire la fotosintesi.

Foto wikipedia: uno stoma di una foglia di pomodoro
Ho voluto accennare qualcosa sulla botanica della foglia per capire meglio com'è fatta e perchè è importante pulire le foglie dalla polvere che si deposita e blocca l'apertura degli stomi a livello soprattutto della pagina inferiore (gli stomi sono però presenti in minor parte anche sulla pagina superiore) e quindi compromettere il normale processo di fotosintesi della pianta.
Cosa si utilizza per pulire le foglie?
La pulizia può essere fatta ogni 2-3 settimane. Io consiglio di usare un panno in microfibra o un semplice fazzoletto inumidito con acqua piovana o distillata, l'acqua di rubinetto invece potrebbe lasciare delle macchie date dal calcare. Con l'aiuto del panno e con molta delicatezza si va a passare prima sulla pagina superiore e poi su quella inferiore.



Non è consigliato utilizzare lucidanti fogliari perchè sono composti da sostanze chimiche e in misura maggiore da olio che blocca la respirazione della pianta occludendo gli stomi.
Si possono invece utilizzare dei metodi naturali come ad esempio una soluzione di acqua e latte perfetta perchè quest'ultimo contiene gli stessi grassi dei prodotti in commercio come lucidanti ma non sono presenti sostanze chimiche. Altre soluzioni sono aceto o birra.
Per ultimo vorrei ricordarvi che una maggiore pulizia della pianta è sicuramente necessaria per uno sviluppo sano e rigoglioso negli anni e per un ambiente più pulito in quanto si tratta di piante che teniamo dentro casa e poi è anche un'attivtà rilassante che sicuramente fa bene in primis a noi stessi :)
Monstera deliciosa

Le piante del genere Monstera sono piante tropicali originarie del centro america, in particolare sud del Messico fino al canale di Panama. Appartengono alla grande famiglia delle Araceae ed in natura mostrano un portamento epifita, crescono ovvero arrampicandosi sugli altri alberi grazie alle numerose radici aeree e lo fanno per poter ricevere quanta più luce possibile, ma allo stesso tempo non si nutrono da essi. Esistono quasi 50 specie, la monstera deliciosa è quella più conosciuta che cresce più velocemente e produce foglie di grandi dimensioni, la monstera borsigiana è la deliciosa ma più piccola, quella che da pochi anni spopola è invece la albo variegata con foglie caratterizzate da variegature bianche o color crema.
Una pianta davvero "mostruosa"


Il nome monstera deriva sicuramente dal termine mostruosità che in botanica indica delle cose anormali, abnormi. In natura infatti questa pianta può raggiungere i 20 metri di altezza e possiede foglie molto grandi che a maturità producono delle caratteristiche fenestrature per poi sviluppare veri e propri buchi.
Giardino pubblico di Taormina, maggio 2023
Cura
LUCE:
Ha bisogno di molta luce (almeno 8 ore) per crescere più velocemente e fare foglie sempre più grandi e bucate, come ricordiamo infatti in natura si arrampica sugli alberi delle foreste ed arrivando in cima riesce a prendere quanta più luce possibile. L'esposizione ideale sarebbe quella a sud, est o ovest ma attenzione al sole diretto soprattutto d'estate nelle ore centrali della giornata che potrebbe andare a bruciare le sue foglie. Va bene invece il sole delle prime ore della giornata. Si adatta molto spesso anche vicino ad una finestra esposta a nord o in una zona più buia della casa ma la crescita sarà più lenta.
TEMPERATURA:
La temperatura ottimale per questa pianta va dai 20 ai 27 gradi ma resiste anche a temperature più basse (5-7 gradi). Ovviamente essendo una pianta che vive all'interno di foreste tropicali ama un ambiente caldo umido. È una pianta molto resistente che in ogni caso riesce ad abituarsi alle temperature fredde dei sottoscala ma anche ai caloriferi (NON FATELO!).
UMIDITÀ:
L'umidità deve essere almeno del 40-60%, ma l'ideale sarebbe un 70-80%. Il mio consiglio è quello di tenere un piccolo umidificatore accanto oppure vaporizzare di tanto in tanto le foglie (ma tenete conto che questo metodo non è molto utile in quanto in pochi minuti l'umidità tornerà al valore iniziale), potrebbe invece essere utile acquistare una piccola serra dove poter tenere sotto controllo i parametri di umidità e temperatura per mezzo di un piccolo apparecchio chiamato igrometro.
ACQUA:
É bene che il terreno si asciughi tra un'annaffiatura e l'altra controllando di tanto in tanto l'umidità del terreno servendosi di uno stuzzicadenti o direttamente con il dito fino ad una profondità di almeno 3 cm. Quando si annaffia in generale per tutte le piante bisogna che l'acqua fuoriesca dai fori di drenaggio, in modo da essere sicuri di aver bagnato sufficientemente e in maniera corretta tutto il panetto di terra, l'acqua in eccesso nel sottovaso va buttata per evitare ristagni idrici.
TERRICCIO:
Il substrato ideale di coltivazione è quello comune a tutte le piante appartenenti alla famiglia delle arace, ricco di inerti quali: perlite, bark, pomice, e sfagno. Il mix perfetto è il più drenante possibile in modo da scongiurare anche piccoli errori nelle annaffiature.
CONCIMAZIONE:
Concimare sempre, in tutte le stagioni ma soprattutto quando c'è una nuova crescita in modo da incentivare la pianta che ha bisogno di più nutrimento. Il concime da utilizzare è quello per piante verdi. La dose è quella indicata sulla confezione ma il mio consiglio è quello di diluire con più acqua o utilizzare meno prodotto di quanto indicato in etichetta. Concimare con una dose minore ma più spesso.
PROPAGAZIONE:
É una pianta semplicissima da propagare, basta tagliare un pezzetto di tronco in cui è presente un nodo e una foglia (meglio ancora se è presente una radice aerea) e metterlo in un bicchiere d'acqua o eventualmente prima di metterlo in acqua si può intingere la parte del nodo nell'ormone radicante per velocizzare la crescita delle radici. Un altro metodo di propagazione è quello della margotta o semplicemente in sfagno bagnato.
Curiosità
IDROCOLTURA E IDROPONICA:
É una pianta che a quanto pare ama molto stare con le radici direttamente in acqua o coltivata in soli inerti, io consiglio di provarci in argilla espansa o perlite, da molte soddisfazioni.

MA... DELICIOSA O BORSIGIANA?
In realtà la monstera deliciosa è una sola ma esiste anche una sua variante: la monstera deliciosa "borsigiana". La monstera deliciosa classica è quella che cresce più rapidamente e produce foglie più grandi, la monstera deliciosa borsigiana invece è a crescita lenta e con foglie più piccole. Esiste un punto della pianta detto "gianicolo" vicino al picciolo che permette di identificarle in maniera definitiva: sembra che la monstera deliciosa classica presenti a questo livello delle increspature che invece risultano assenti nella varietà borsigiana.
FENESTRAZIONI:
Sono il risultato dell'evoluzione della pianta nelle foglie più mature, in natura per far fronte a venti e piogge molto intense. Se le foglie fossero piene non permetterebbero di rispondere in maniera adeguata a questi eventi climatici avversi e inoltre le foglie fenestrate evitano di mantenere in ombra le foglie più basse.
RADICI AEREE:
Le piante appartenenti al genere monstera sono abbiamo detto piante epifite con un portamento rampicante o strisciante per cui è bene fornire se possibile un palo muschiato. Le radici aeree non vanno assolutamente tagliate ma indirizzate verso il terreno.

Epipremnum Aureum
(Pothos, potos)
L'Epipremnum aureum è una pianta appartenente alla grande famiglia delle araceae, originaria dell'Asia tropicale e dell'Oceania dove per prendere più luce cresce principalmente come pianta rampicante, tant'è che le sue foglie possono diventare molto grandi se la pianta viene affiancata ad un supporto. È una delle piante ornamentali più diffuse nei nostri appartamenti anche perchè si adatta a (quasi) tutte le condizioni ambientali, sicuramente è una delle piante che consiglierei a chi è agli inizi in quanto di facile coltivazione.

Cura
LUCE:
Si adatta a tutte le condizioni luminose, ma una scarsa luminosità potrebbe portare alla perdita delle variegature ed inoltre si riscontra un allungamento dei rami con una maggiore distanza tra gli internodi, quindi rami più lunghi e meno folti con foglie più piccole. L'esposizione diretta al sole è da evitare per non bruciare le foglie, l'ideale sarebbe una finestra a sud d'inverno mentre nord o est in primavera - estate.
TEMPERATURA:
Anche per quanto riguarda la temperatura il pothos è nostro amico, ma meglio non scendere sotto i 10 gradi (non trattiamolo male LOL)
ACQUA:
Il pothos è una di quelle piante che tende ad afflosciarsi quando necessita di essere annaffiata e le foglie iniziano a perdere turgore, dunque è molto facile da gestire. Per mia esperienza però apprezza delle annaffiature frequenti, quindi non dimentichiamocene completamente.
TERRICCIO:
Io utilizzo un mix di terriccio universale con l'aggiunta di perlite e argilla espansa.
CONCIMAZIONI:
In inverno concimo 1 volta al mese, in estate almeno ogni 10-15 giorni con concime liquido per piante verdi.
PROPAGAZIONE:
Si propaga molto facilmente per talea, vi sono vari metodi di propagazione ma quello più immediato ed infallibile è sicuramente in acqua. Basta infatti tagliare un rametto con almeno un nodo e una foglia e metterlo a radicare in un vasetto pieno di acqua che poi si andrà a rimboccare di tanto in tanto, dopo circa 1 settimana - 10 giorni in primavera inizieranno a spuntare le prime radichette mentre in inverno ci vorrà almeno 20 giorni. Una volta che le radici saranno lunghe circa 3- 4 cm si può pensare di passare la piantina dall'acqua alla terra o in idrocoltura con argilla espansa oppure semplicemente lasciarla in acqua. É bene fare delle talee per rinfoltire la pianta che man mano e soprattutto in inverno tenderà a sfogliarsi su alcune parti.


Piccola talea di pothos che ho messo in acqua


Curiosità
IL POTHOS NON É UN POTHOS:
Il nome scientifico del "Pothos" è Epipremnum aureum dove Epipremnum è il genere e aureum è la specie, esiste anche il genere pothos ma non c'entra nulla con questa pianta, infatti le caratteristiche sono molto diverse. Il motivo per cui viene ancora chiamato pothos è una ragione probabilmente legata a difficoltà commerciali di vendita.
PROPAGGINE:
È una tecnica che si utilizza per rinfoltire il vaso e consiste nell'interrare un ramo in uno o due punti che presentano alcuni nodi ma senza staccarlo dalla pianta, dai nodi spunteranno delle nuove radici e poi partiranno delle nuove gemme che andranno a riempire tutto il vaso in maniera più uniforme.
SHY - FLOWERING:
Letteralmente "timida fioritura", l'epipremnum aureum infatti non riesce a fiorire e questo è dovuto probabilmente ad un difetto genetico della pianta a produrre le GIBBERELLINE che sono composti terpenici con attività ormonale necessari per stimolare la fioritura. LA sua ultima fioritura sembra sia stata osservata nel 1962.
Sansevieria (Dracena)

Il nome del genere Sansevieria onora lo scienziato e inventore italiano Raimondo di Sangro, principe di San Severo. La sansevieria è una pianta succulenta originaria dell'Africa, in particolare del Madagascar e dell'Asia meridionale. Riconosciute circa 60 specie, sono tra le piante più resistenti che data la provenienza prediligono ambienti piuttosto caldi e secchi, un pò come quelli desertici. Dal 2014 è stata inclusa e riclassificata nel genere Dracena. Nel corso degli anni sono molti i nomi che le sono stati associati, quali: lingua di suocera o snake plant, nomi che fanno riferimento alla forma allungata delle foglie. La specie ornamentale più conosciuta è la trifasciata variante laurentii ovvero quella in foto.
Cura
LUCE:
È una pianta molto resistente e si adatta molto facilmente a tutti i tipi di esposizione, capace dunque di resistere anche alle zone più buie. Anche se succulenta non ama il sole diretto in quanto le foglie dal verde intenso potrebbero sbiadire o nel caso di quelle con bordatura gialla come la "laurentii" perdere la variegatura. Se posta in una zona luminosa della casa crescerà più velocemente nonostante la sua crescita sia abbastanza lenta. Durante la primavera e l'estate sarebbe opportuno farle fare una vacanza magari in un balcone a nord.
TEMPERATURA:
La temperatura ideale è 20 - 25 gradi, non scendere mai al di sotto dei 10 gradi tenendo conto che si tratta di una pianta proveniente da zone abbastanza aride e calde.
ACQUA:
Ha bisogno davvero di poca acqua soprattutto in inverno si bagna solo a terreno completamente asciutto, la sansevieria essendo una succulenta a foglie carnose trattiene molta acqua in queste come riserva. In Primavera ed Estate ricordiamoci di darle da bere almeno una volta ogni due - tre settimane ma tutto dipende dalle condizioni ambientali in cui la teniamo. Non bisogna mai fare andare l'acqua all'interno della rosetta perchè è il punto da cui partono le nuove foglie e si rischierebbe di farle marcire, ecco perchè per la bagnatura è molto utile la tecnica della subirrigazione.
TERRICCIO:
MIx molto drenante composto da sabbia e torba con aggiunta anche di inerti quali pomice o lapillo. Per mia esperienza mi son trovato molto bene coltivandola in sola argilla esponsa con un filo di acqua sotto, la crescita è davvero veloce e si evita l'ansia delle bagnature errate.
RINVASO:
PULIZIA:
È molto importante pulire bene la pagina fogliare da polvere e sporcizie per una corretta fotosintesi essendo una pianta che cresce poco e lentamente è necessario darle tutte le condizioni più opportune per evitare una crescita stentata.
CONCIMAZIONE:
Concimare 1 volta al mese con concime per piante verdi o per piante grasse.
Propagazione
In questo reel ho mostrato la facilità con la quale è possibile riprodurre per talea fogliare in acqua una sansevieria.
Curiosità
INFIORESCENZA:
I fiori sono piccoli e generalmente bianchi, prodotti su un racemo. È difficile che la sansevieria riesca a fiorire in casa in quanto non trova molto spesso le condizioni adatte soprattutto di temperatura ma all'esterno è possibile.
USI TRADIZIONALI:
In Africa, le foglie vengono da sempre utilizzate per la produzione di fibre.
PIANTA PURIFICATRICE:
Secondo uno studio sulla pulizia dell'aria condotto dalla Nasa, insieme ad altre piante quali l'epipremnum aureum, la sansevieria è in grado di purificare l'aria rimuovendo inquinanti come la formaldeide, xilene e toluene.


Maranta leuconeura
"fascinator"

È una pianta appartenente alla famiglia delle Marantacee e originaria delle zone tropicali americane. Insieme alle Calathea fa parte delle "prayer plant" ovvero piante della preghiera chiamate cosi per il tipico movimento del fogliame che durante il giorno è disteso per catturare più luce e la notte tende ad assumere una posizione eretta. Ha un particolare disegno sulla pagina superiore della foglia a spina di pesce con venature che vanno dal rosso carminio al verde scuro. È una delle piante d'appartamento più ricercata e amata tra i collezionisti del genere.
Cura:
LUCE:
Ha bisogno di una bella luce diffusa, può essere posizionata in una stanza a sud ma anche al nord (in questo caso è sempre meglio metterla molto vicino alla finestra). Luce abbondante ma filtrata e non diretta.
TEMPERATURA:
La temperatura deve essere sempre superiore ai 15 gradi perchè è sempre una pianta tropicale che ama il caldo. Massima 25-27 gradi.
UMIDITÀ:
Ama un alta umidità ambientale ma si adatta anche ad umidità intorno al 50-60 %
ACQUA:
Annaffiature frequenti, il terriccio deve sempre essere umido ma non zuppo; questo dipende sempre dalle condizioni di luce e temperatura che date alla vostra pianta. Generalmente durante la stagione invernale è buona regola far asciugare bene il panetto di terra prima di dare nuovamente da bere, questo perchè le ore di luce sono meno e le temperature più basse. Preferisce essere bagnata per subirrigazione.
TERRICCIO:
Terriccio leggero e drenante, composto da torba, perlite o pomice. L'importante è che sia molto drenante ma che allo stesso tempo trattenga l'umidità necessaria per questa pianta.
CONCIMAZIONI:
Io personalmente non sospendo mai le concimazioni, semplicemente d'inverno le riduco con le annaffiature, mentre da marzo a settembre concimo 1 volta ogni 10 -15 giorni con concime liquido per piante verdi.
PULIZIA:
È importante ogni tanto pulire le foglie con un panno umido, non tollera invece acqua sulle foglie che potrebbero rovinarsi.
NOME:
Curiosità
Prende il nome da Bartolomeo Maranta, medico e botanico italiano del XVI secolo.
PROPAGAZIONE:
È una pianta molto semplice da propagare, basta mettere un rametto con almeno 3 - 4 foglie in acqua e nel giro di qualche settimana si avranno le prime radichette. Un metodo veloce è anche quello dello sfagno bagnato.
Substrati
Cos'è un substrato di coltivazione?
Per substrato si intende un terreno composto da materiali organici ed inorganici che da soli o in miscuglio assicurino le giuste condizioni di crescita e nutrimento alle piante.
Quali sono i requisiti fisici di un buon substrato di coltivazione?
Porosità
È il volume complessivo di pori presenti nella massa di substrato.
MACROPOROSITÀ:
È la parte di porosità tale da non trattenere acqua, questi pori (>8nm) consentono all'acqua di scorrere velocemente.
MICROPOROSITÀ:
Pori aventi dimensione (<8nm), questi danno la capacità al substrato di trattenere acqua.
Un buon substrato dovrebbe assicurare valori di porosità totale intorno al 75% (micropori e macropori)
Ritenzione idrica
È la capacità del substrato di trattenere acqua nei suoi pori. È massima nei substrati costituiti da sostanze organiche, minima invece nella sabbia caratterizzata da un valore di porosità molto basso.
Adeguato drenaggio
Il drenaggio è una proprietà di fondamentale importanza per la corretta riuscita di un substrato ed è la capacità di lasciarsi attraversare dall'acqua senza ristagnare all'interno del vaso e provocare marciumi delle radici.
Un buon substrato non dovrebbe essere eccessivamente drenante, altrimenti tenderebbe ad asciugarsi troppo rapidamente, prima che le radici possano beneficiare dell'umidità necessaria.
Buona aerazione
Anche l'aerazione del substrato è fondamentale per una crescita sana della pianta. Per aerazione si intende il ricambio dell'ossigeno (O2) e anidride carbonica (CO2) tra substrato e atmosfera.
Una scarsa aerazione delle radici potrebbe favorire il marciume radicale o la possibilità d'azione di agenti patogeni. È buona regola aggiungere componenti inerti che creino degli spazi all'interno del substrato e ogni tanto smuovere il terreno.